…A Volte Ritornano! -soliti sproloqui nonsense-

I’m back!
Dopo un bel po’ di tempo mi sono resa conto che scrivere mi manca. Non che non lo abbia fatto ad altri livelli nel frattempo (sto ancora dietro alla mia tesi/creatura del male/incubo), ma mi manca lo scrivere per me, per il bisogno e il desiderio di farlo. Scrivere per scrivere.
E quindi sono tornata.
Nella mia vita sono successe un bel po’ di cose in questo lasso di tempo. Ho conosciuto LA PERSONA che avevo bisogno di conoscere e la mia vita è cambiata.
In genere quando si dice “la mia vita è cambiata” quello che si vuole intendere realmente è che a cambiare siamo stati noi. Invece io intendo dire che è stata proprio la mia vita a cambiare, perché io -purtroppo o per fortuna- sono rimasta sempre la stessa cinicaorribilemeschinatestadicazzosvogliatacaffeinomanenerd ragazza di sempre.
Ho passato un anno a fare la volontaria del Servizio Civile in un oratorio, circondata da giovinciuelli bisognosi di attenzioni e affetto. Tutto questo mi ha fatto rallentare la stesura della mia creatura tesi. Aiuto. Riprendere è un dramma. a lo affronterò con tutta la calma e la tranquillità possibile *lancia sedie-piatti-bicchieri-computer mentre beve caffè bollente e sbraita sulla sua vita di merda*.

Ma passiamo allo sproloquio vero e proprio -cioè quello che interessa per davvero, mica “che fine ha fatto quella cretina che scriveva su Hellfire, chepoiperqualecavolodimotivohachiamatoilsuobloghellfirenonsicapiscevabbè”- … Oggi parleremo di:

-Perché devo uniformarmi alla società?

Bel titolo, sembra un tema di prima superiore.
La Società: essere senziente che gestisce la nostra vita, le nostre relazioni con gli altri, le nostre qualità e difetti, il nostro umore. Ma perché? Qual è il motivo che la spinge a farlo? Spingitori di societ….ah no, scusate.
Niente.
Il solito discorso: siamo noi a farci condizionare. Ed è inutile che stiamo a dire (giusto per far vedere che siamo fighi) che a noi del giudizio degli altri non ce ne frega una benemerita mazza.
TUTTI siamo condizionati dal giudizio degli altri -chi più e chi meno-, quindi la cosa fondamentale è riuscire a sopravvivere al giudizio del prossimo, a sopravvivere e ad occupare quel posto che è dedicato a noi all’interno della società…in un certo senso rassegnarsi.
E una volta accettato il nostro destino di esseri umani sfigati, possiamo cambiare le cose dall’interno. Dall’interno di noi stessi.

Innanzitutto dobbiamo smettere di aver paura di mostrarci come siamo. Le persone che ci amano e che ci stanno accanto devono amare noi, non l’immagine che hanno costruito su di noi.
Io mi sono stancata di dovermi adattare all’immagine che gli altri hanno di me e quindi ho deciso di essere me stessa con tutti.
Cos’è successo?
Il risultato è stato che -purtroppo o per fortuna- molte delle persone che frequentavo sono state declassate dal rango di Amici a quello di Conoscenti…per scelta loro! Nessuno gli aveva chiesto nulla.
Mi sono ritrovata ad aver a che fare soprattutto con le persone che mi vogliono più bene e questo ha migliorato la mia vita. Davvero.

Quindi, veramente, perché contornarci di persone che ci vogliono diversi da come siamo in realtà?

Pubblicato in Senza categoria, sfogo | Contrassegnato , , , , , | 1 commento

Futuro Futuribile

Una delle cose a cui penso più spesso in questo periodo della mia vita è il futuro.
Ma stranamente non riesco a figurarmelo. Nemmeno un futuro assurdo, ideale. Non ci riesco. Quasi il futuro non esista. Come se un domani non fosse previsto nella mia vita.
Mi chiedo perché. Non riesco a capire.
Sarà il pessimismo con cui mi approccio alla vita?
Sarà che per venticinque anni della mia vita ho sempre voluto pianificare tutto, fin nei minimi particolari, anche a mesi e anni di distanza, per poi rendermi conto che non serve a nulla, perché la vita cambia i piani all’ultimo secondo?
Oppure il fatto che, essendo single, non ho nessuno con cui parlare del futuro (cosa che mi infastidisce parecchio, dato che sono convinta che vivere senza una relazione fissa sia la cosa migliore che possa succedere prima di compiere trent’anni)?
Forse perché in realtà non è previsto un futuro per me. Sarebbe facile per me pensare di morire domani.
A volte lo immagino: un tragico incidente, un treno che deraglia, la macchina che sbanda, un evento atmosferico da film apocalittico americano (quelli dell’Asylumche mi piacciono un botto).
Poi queste cose accadono davvero, anche se non accadono a me, e mi sento in colpa per averci pensato. Quasi come se avessi provocato un’entità superiore.
Forse in fondo ci spero, che non ci sia un domani per me.
Perché se un domani c’è allora vuol dire che devo muovermi, progettare, fare cose, conoscere persone, portare a termine lavori.
Ma soprattutto dovrei ripensare al mio modo di vedere la vita. Niente più pessimismo.
Ma che senso ha? Qual è il punto?

Va bene, lo confesso! Tutto questo sproloquio, in realtà, è dovuto al fatto che domani ho un esame. Uno degli ultimi della mia carriera accademica.
E questo mi ricorda che devo scrivere la tesi.

Ok, la pianto.

Pubblicato in Senza categoria | 4 commenti

Il Coraggio

Una cosa che mi piacerebbe avere e che sicuramente mi manca è il coraggio.
Non quello degli eroi greci, che affrontavano le prove per diventare déi.
Nemmeno quello dei supereroi, che salvano i puri di cuore con i loro poteri e portano l’ordine nel mondo.
Io vorrei avere il coraggio di affrontare le piccole cose quotidiane con positività.
Quel coraggio di inspirare a pieni polmoni l’aria e pensare di poter fare tutto (o quasi).
Il coraggio di dire quello che si pensa e di non fuggire dalle situazioni difficili.
Il coraggio di vivere con positività, di sapere che ho in mano la mia vita e il mio futuro, di prendere come un tesoro il presente e di vedere il passato come memoria ed esperienza indispensabile.
Invece sono qui che non respiro.
Ho il fiato corto.
La testa mi gira e mi tremano le mani, non appena mi si presenta un ostacolo.
Vorrei piangere e urlare per scaricare la mia frustrazione e invece mi ingozzo di cibo spazzatura fino a stare male.
E tutto quello che sento dentro di me è il vuoto.

Pubblicato in sfogo | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Procrastinare o non procrastinare, questo è il dilemma.

Più che dilemma, direi problema.
Più che problema, direi che non ho scelta. E’ più forte di me.
Non c’è niente che io possa fare.
Sarà che sono stanca di dover studiare e che non vedo l’ora di laurearmi.
O forse con l’età ho sviluppato un deficit d’attenzione.
Fatto sta che, nonostante le scadenze vicinissime, non riesco a portare a termine le tesine che devo scrivere.
In compenso in due giorni ho ascoltato il nuovo album dei Pink Floyd, mi sono messa in pari con le serie tv, ho visto dopo anni che volevo farlo, ma non trovavo il coraggio, The Blair Witch Project e me ne sono pentita perché adesso ho l’ansia addosso, ho letto un paio di capitoli di Red Dragon, disegnato (cosa che non facevo da secoli), tirato fuori un vecchio quaderno di foto e pianto guardandole, visto per l’ennesima volta Love Actually, giusto perché una mia amica mi ha ricordato della sua esistenza, e pianto come al solito come una fontana, bevuto litri di tè e tisane, poltrito su un divano sotto due plaid.
Adesso devo scrivere tre tesine, con annesse presentazioni in PowerPoint.
In sette, dico SETTE, giorni.
Niente.
Sono una testa di cazzo.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Il Vuoto Cosmico

I viaggi in treno mi hanno sempre ansiata, nonostante io sia una pendolare incallita. Non riesco proprio a trovarmi a mio agio con Trenitalia, tra la sporcizia dei treni, i ritardi insistenti, ma soprattutto l’umanità.
Ragazze magrissime, con i capelli perfetti, imbellettate, che poi aprono la bocca e parlano peggio degli scaricatori di porto.
Donne con cani enormi, ai quali non mettono la museruola, perché “poverino”, nonostante sbavino su piedi e borse di vicini malcapitati.
Quelli che esprimono il loro pensiero politico-sociale-economico, sbraitando contro “i zingari” -non GLI, proprio I- e che “quando c’era Lui tutto andava per il verso giusto”.
Gente che non si lava e che copre il tanfo con una cascata di profumo, non rendendosi conto che così è peggio.
Persone con evidenti problemi psichici, che iniziano ad attaccare bottone con chiunque (e in questo caso so di essere io il problema, perché non so come comportarmi).
Studenti universitari che si atteggiano a professoroni e parlano della vita e della morte con i poveri disgraziati si trovano lì per caso.
Persone che parlano di serie tv/libri/film/musica che adoro e con cui vorrei attaccare bottone, ma a causa della mia asocialità non ci riesco e quindi mi fanno rabbia come gli altri.
Poi ci sono io, seduta al mio posto, con gli auricolari e la musica appalla, guardo fuori dal finestrino e mi isolo dal vuoto cosmico dell’umanità che mi circonda. Giusto per istinto di sopravvivenza.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , | 6 commenti

Un’Avventura nello Spazio e nel Tempo

E’ sera, una di quelle tiepide sere di fine agosto, di quelle che intorpidiscono la mente. Seduta sul divano, sprofondo in un sonno leggero, ma saporito, un sonno ristoratore che mi fa allontanare dalle preoccupazioni, dai dubbi, dalla stanchezza delle giornate di studio, che ormai costellano la mia esistenza.
Sprofondo con la consapevolezza, quindi che mi sveglierò più contenta, con nuova voglia di fare e propositività (neologismi a caso).
Ci sono quasi, sto fluttuando a mezz’aria…ma…cos’è questo rumore? Mi ricorda qualcosa.
E’ come il verso di un animale, ricordo un brano di un libro (ma quale?) che si riferiva proprio a questo rumore come ad un’elefantessa in preda alle doglie del parto.
Conosco questo suono, eppure mi sembra strano sentirlo proprio qui, nel salotto di casa mia.
Il T.A.R.D.I.S. sta atterrando, con i freni tirati come al solito. Sta atterrando proprio davanti ai miei occhi. La porta della cabina di legno blu ha la vernice scorticata in alcuni punti e sta per aprirsi.
Salto in piedi e mi avvicino al veicolo, ancora incredula, aspettando di vedere cosa, o meglio Chi, ne uscirà.
Senza un cigolio, ma con un piccolo sbuffo, la porta del T.A.R.D.I.S. si apre davanti ai miei occhi sbigottiti. Ne emerge una mano maschile, dalle dita lunghe, che mi fa segno di afferrarla e una voce mi incalza esclamando: “No time to explain! Allons-y!”.
Afferro la mano con tutte le mie forze e vengo trascinata nella plancia della nave, luminosa, enorme e allo stesso tempo accogliente, come una casa. L’uomo che mi ha trascinato dentro ha le sopracciglia corrucciate, uno sguardo penetrante e si dà da fare dietro alle innumerevoli leve e pulsanti. Indossa una chilometrica sciarpa a strisce colorate, un gilet di lana gialla con un motivo a punti interrogativi rossi e un paio di converse bianche consumate.
“Dottore…?”
“Sì, cara?”
“Cosa ci faccio qui? No, aspetta…non è la domanda che volevo farti. Come mai sei atterrato nel mio salotto? Perché ci sono io qui con te?”
“Posso parlare o vuoi fare tutto da sola?!? Quando ti sei addormentata, mi hai chiamato, oppure mi hai pensato, o forse non hai fatto nessuna delle due cose e hai solo pensato a una bella avventura. E io sono arrivato il prima possibile! Ora non c’è tempo di spiegare. Reggiti forte! Allons-y!”
Il T.A.R.D.I.S. è partito (o partita? …in effetti è una donna, ma LA T.A.R.D.I.S. suona così male!!!). Dove stiamo andando?
“A fare un giro nell’Universo, mia cara!”
“Dottore, ma io non ho parlato…”
Si gira verso di me e mi guarda con un sopracciglio alzato. Mi sento un po’ un’idiota e decido di non aggiungere altro.
Siamo atterrati. La porta della cabina si apre e vedo davanti a me un prato immenso, cosparso di fiori coloratissimi, sormontato da un cielo con tre soli.
“Dove siamo?”
“Su Kepler 10c…in realtà mi aspettavo un’altra domanda da te. Proprio tu che hai visto la trilogia di Ritorno al Futuro e l’hai adorata! Chiara, mi deludi…”
“…quando siamo, Doc?!?”
“Finalmente!!! Siamo nel 20358 D.C.! Non essere sorpresa e vai a farti un giro nel prato! Tranquilla! Il pianeta è disabitato da circa cento anni…non farai brutti incontri!”
Sono su un pianeta di un altro sistema solare. O trisolare? Si può dire? Sono nel futuro! Quindi sono già morta sulla Terra, non esisto più. Forse anche la Terra non esiste più…devo chiederlo al Dottore! Il Dottore! Sono insieme a lui! Non avrei mai pensato che sarebbe stato possibile! Quante volte l’ho sognato!
E’ troppo!
Come mai la terra si sta muovendo? Vedo delle enormi farfalle nere che mi oscurano la vista.
Prima di svenire riesco ad afferrare un piccolo fiore dalle foglie a punta di colore viola, con la mia mano sinistra. Sento due braccia forti che mi sollevano e un odore meraviglioso, di pagine ammuffite, di libri stipati per anni in una soffitta umida e penso: “Il Dottore ha lo stesso odore dei miei vecchi Dylan Dog”.
Mi sveglio di soprassalto per un rumore. Mia madre ha rotto un bicchiere in cucina. Sono nel mio salotto.
E’ stato solo un sogno, cosa mi aspettavo? Che il Dottore esistesse davvero? Che scegliesse proprio me per un’avventura nel tempo e nello spazio?
Mi stiracchio e qualcosa mi cade dalla mano sinistra. Un piccolo fiore dalle foglie a punta di colore viola.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

L’Estate è uno Stato Mentale (Alterato)

Aaaaah, l’estate!
Il sole, il mare, l’intorpidimento mentale, il caldo, la gente sudaticcia e maleodorante, ma soprattutto le vacanze!
Ormai è assodato che a me l’estate non piace. Da brava pessimista tendente alla depressione quale sono, il sole, la luce, la gente che si pigia nei mezzi pubblici per andarsi a spalmare su un metro per due di terra cocente e fare il bagno in una pozza d’acqua salmastra surriscaldata e piena di residui di crema solare, mi urtano il sistema nervoso.
Certo esistono delle eccezioni: il mare delle Cinque Terre, di Bonassola, zone vicino a casa mia, è meraviglioso e (la maggior parte delle volte) vale la pena affrontare una giornata sommersa da persone sudaticce e inondata dal calore asfissiante del sole di agosto, per fare il bagno in quelle acque cristalline.
Quest’anno però ho deciso di strafare! Sono andata in vacanza in Salento con i miei amici.
L’organizzazione è stata faticosa. Abbiamo iniziato a parlarne a Febbraio…e a Luglio era già tutto pronto: arrivo a Bari con l’aereo (da Pisa), noleggio auto, appartamento a Santa Maria di Leuca, giri vari nei paesi dei dintorni, ritorno da Bari dopo una settimana. Prima di partire ero certa che sarebbe andato tutto storto: aereo che non parte, bagagli persi, litigi, casa inesistente, brutto tempo, catastrofi naturali, morte e distruzione.
Invece….invece….ancora non ci credo….è stata una vacanza stupenda!
Il mare spettacolare, spiagge di ogni tipo, dai sassi, agli scogli, alla sabbia finissima, il cibo delizioso, la presenza degli amici, il negramaro seguito da tequila e da mal di testa e balli sfrenati e ricordi vaghi, della serie “Che cosa è successo ieri sera? Perché ho una conversazione su WhatsApp di cui non ricordo nulla? Cosa sono queste foto che ho sul telefono? No, non ricordo di averti detto che in questa vacanza ho scoperto delle cose, che adesso non ti posso dire perché ci sono altre persone intorno a noi, ma quella che ti posso dire è che ho bisogno di scopare!”, la radio a palla, le sagre, gli scherzi, le urla, le risate.
Tornata a casa, mi sono resa conto che in questa settimana io ho vissuto.
Non la semplice e solita sopravvivenza, ma la vera e propria Vita.
Quella che ti fa sentire di esistere davvero, che ti fa sentire capace di fare qualsiasi cosa.
Quella che non importa che tu faccia nulla di speciale, perché è la Vita ad esserlo.
Mi piacerebbe vivere sempre così…
Invece i primi di settembre ho un esame e devo tornare con i piedi per terra. Si ricomincia ad affrontare la vita vera, fatta di scadenze, ma rischiarata dal ricordo di questi giorni di vacanza (sì, mi sento un po’ Giuni Russo dopo questa frase).

10583884_10203892413624993_5464822992521144743_n
Foto: Whovian terrorizzata da un Angelo, Otranto, 2014

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , | 2 commenti